L’accoglienza dei tirocinanti in azienda: numeri, proroghe e sospensioni

Gli stage rappresentano un’opportunità importante sia per i tirocinanti che aspirano ad acquisire esperienza nel mondo del lavoro, che per le aziende interessate a introdurre nuovi talenti nei loro team. Tuttavia, una domanda comune tra i responsabili delle risorse umane è: “Quanti tirocinanti è possibile ospitare contemporaneamente in azienda?”. In questo articolo andremo a dare una risposta a questa domanda, partendo da una visione generale sugli stage.

Stage: definizione e differenze

Lo stage, o tirocinio, è un momento importante del percorso formativo e professionale che permette ai neolaureati e ai disoccupati di applicare le conoscenze teoriche in un ambiente lavorativo reale. Si distingue in curriculare o extracurriculare.

  • Stage curriculare: parte integrante del percorso accademico, necessario per ottenere i crediti formativi. Il periodo di formazione è supervisionato da istituti di formazione e aziende ospitanti
  • Stage extracurriculare: periodo di formazione in azienda che può essere svolto dopo il conseguimento della laurea o durante una pausa accademica. Offre maggior flessibilità e possibilità di retribuzione e non è legato a requisiti accademici.

Quanti stagisti può ospitare un’azienda?

Il numero di tirocinanti che un’azienda può ospitare è regolamentato per garantire la qualità formativa dello stage e per evitare che il tirocinio sia utilizzato impropriamente come sostituto del lavoro subordinato. Centrali in questo contesto sono i tutor aziendali, figure chiave che devono accompagnare gli stagisti nel loro percorso, assicurando un’efficace trasmissione delle competenze.

La regolamentazione prevede che il numero di stagisti per sede operativa aziendale sia proporzionale al numero di dipendenti presenti, con l’obiettivo di mantenere un rapporto equilibrato e produttivo tra tirocinanti e organico dell’azienda. Ecco come si articola questa proporzione:

  • Sedi con 0-5 dipendenti: possibile ospitare solo 1 stagista.
  • Sedi con 6-20 dipendenti: possono ospitare fino a 2 stagisti.
  • Sedi con oltre 20 dipendenti: è consentito accogliere un numero di stagisti non superiore al 10% dei dipendenti.

Queste proporzioni sono indicazioni generali e possono subire variazioni in base alla normativa regionale che regola gli stage, la quale può includere deroghe specifiche.

Esiste, inoltre, un sistema di premialità che riguarda le aziende con più di 20 dipendenti che possono derogare al limite del 10% dei dipendenti come di seguito riportato:

  • 1 tirocinio se hanno assunto almeno 20% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti;
  • 2 tirocini se hanno assunto almeno il 50% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti;
  • 3 tirocini se hanno assunto almeno il 75% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti;
  • 4 tirocini se hanno assunto il 100% dei tirocinanti attivati nei 24 mesi precedenti.

Proroga e sospensione dello stage: regolamenti e flessibilità

Oltre al numero di tirocinanti che un’azienda può ospitare, è fondamentale comprendere anche la durata dello stage e le possibilità di proroga e sospensione. In base alle normative regionali, la durata minima di uno stage è di 2 mesi, mentre la durata massima per i tirocini extracurriculari varia da 6 a 12 mesi.

Per quanto riguarda le proroghe, le norme regionali solitamente consentono di prorogare lo stage almeno una volta, rispettando i limiti della durata massima prevista. Questa flessibilità è pensata per adattarsi alle necessità formative e operative, sia dei tirocinanti sia delle aziende.

In alcuni casi, è possibile anche sospendere temporaneamente lo stage. Le cause di sospensione possono essere legate all’organizzazione aziendale, come la chiusura per ferie, o a circostanze personali del tirocinante, quali maternità, malattie gravi o infortuni. La sospensione permette di interrompere l’attività formativa senza terminarla definitivamente, offrendo la possibilità di riprenderla una volta cessato il motivo della pausa.